Catania è una città di inizi. Orientale, nel senso della vocazione al sorgere e a far sorgere. Non conosce tramonti. Se li lascia alle spalle. Semplicemente non li vede. Escono dalla sua consapevolezza. Dal suo campo d'esperienza. Non è Palermo, sontuosa, struggente nella decadenza. Meno che mai è Roma, eterna, ridondante di vestigia. Catania non conosce vecchiaia. Ha poco più di trecento anni. Praticamente quanto una città americana. Ma è antica come Roma. Solo che non se lo ricorda. La sua memoria è occultata. Coperta sotto strati di lava. L'unica sua memoria è a breve termine. Catania è giovane come Dorian Gray. Vive nella dannazione di non poter invecchiare. Sa di non avere futuro. Di non avere tempo. Sarà distrutta, è una certezza, ogni volta che verrà ricostruita. Senza sosta. Muore incessantemente. In giovane età. Ogni azione che si compie al suo interno contiene in nuce la consapevolezza del fallimento. Eppure è alacre, infaticabile, nel principiare, nell'intraprendere. Nel girare a vuoto. Intorno all'asse del proprio destino. Recita, senza crederci, la costruzione di un domani.

Catania è Sisifo.

(Turi Zinna)

Share This