drammaturgia ed esecuzione di
TURI ZINNA

un progetto di

Turi Zinna, Maria Piera Regoli, Giancarlo Trimarchi e Fabio Grasso

impianto scenico e regia Turi Zinna

disegno luci e direzione tecnica Aldo Ciulla

direzione di produzione Maria Piera Regoli

organizzazione Alceste Ferrari

produzione Retablo,

in collaborazione con

Centro Zo Culture Contemporanee e Rete Latitudini

con il sostegno di

Regione Siciliana - Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

La forma

Si tratta di un Live & Drama Set, un percorso di ricerca tra live set elettronico e prosodia che Turi Zinna, Giancarlo Trimarchi e Fabio Grasso hanno intrapreso da qualche anno. Qui alcune definizioni possibili: oratorio techno, incontro tra beat elettronici e prosodia, ibridazione tra speech art, techno sperimentale, improvvisazioni jazz e storytelling.

Il titolo

IL MURO - cronachetta di una civile apartheid.
Racconta di un muro provvisorio, una palizzata di legno tirata su a Catania nell'agosto del 1937 in occasione della visita di Benito Mussolini alla città etnea per separare la città barocca dai miseri quartieri popolari. Un muro anticipatore di altri, più recenti, muri.

Argomento / Plot

E' l'odissea, tutta dentro la sua città, di un povero barbiere del popolare quartiere catanese di San Berillo che viene scambiato per un altra persona il giorno della visita di Mussolini nel 1937 ed è fatto oggetto delle attenzioni squadriste dei gerarchi locali. Costretto ad ingurgitare un quarto di litro di olio di ricino, tumefatto per le percosse, cerca di tornare a casa al più presto a svuotare l'intestino. Ma per impedire allo sguardo del duce lo spettacolo della miseria che offrivano i quartieri poveri della città, gli zelanti amministratori avevano tirato su delle palizzate che impedivano l'accesso e l'uscita degli abitanti meno abbienti. Il barbiere non trova un buco lungo le barricate che gli possa consentire di rientrare nel suo quartiere. Allora è costretto a intraprendere un viaggio doloroso nella zona bene della città alla ricerca di un bagno. Finisce
per defecare davanti al caffè Lorenti, il ritrovo esclusivo della borghesia egemone, che lo respinge schifandolo per non avere saputo trattenere dentro di sé la propria umiliazione. Il resto del suo viaggio prosegue fuori le mura, tra gli scogli lavici e il mare, in direzione di un'alba purificatrice. 

Il brano fa parte di un lavoro più lungo dal titolo "ESERCIZI DI PROSA BALLABILE"

 


E’ disponibile anche una forma particolare e ridotta dello spettacolo, con in scena il solo Turi Zinna che, con laptop, keyboard e vari controller, esegue e mixa la partitura elettronica e la sua propria voce.
Qui le foto dell’asseto di tale versione:
https://www.flickr.com/photos/salvatorezinna/albums/72157675380366784
Link Galleria Foto (Esercizi di Prosa Ballabile)

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