La commistione tra Kατάvη e Hack è il fil rouge che lega tra loro i quattro spettacoli, ideati per drammaturgie virtuali in impianti scenici tridimensionali, del progetto Kthack: Tifeo, De Cinere, Soggiornando Vicino e Non si vive nemmeno una volta. Da una parte, il territorio etneo e la città che siede sulle sue falde, per nove volte distrutta e sepolta sotto la lava: il più grande monumento mondiale all’oblio, alla rimozione e alla continua rinascita dalle ceneri di una memoria dimenticata. Dall’altra parte il mondo delle nuove tecnologie e della ricerca di modi non standardizzati di fruirne l’esperienza. Il tema che li accomuna è il linguaggio non lineare dell’inconscio, del mito, della decostruzione / distruzione / ricostruzione della realtà. Un approccio plurale affidato allo sguardo visionario dei registi, Maria Arena, Federico Magnano, Turi Zinna e Maria Piera Regoli; della performer Daniela
Orlando, dei musicisti Fabio Grasso, Giancarlo Trimarchi e Lucilla Scalia; delle scenografie sensibili e interattive del visual designer Luca Pulvirenti e del Laboratorio Mammasonica.

Scena

Se è vero che la drammaturgia è legata in maniera inestricabile allo spazio di rappresentazione e che le scritture sceniche si sono trasformate in parallelo agli edifici teatrali (tragedia / teatro greco, melodramma / palcoscenico all’italiana, etc...), e se è vero che ogni spazio dedicato alla rappresentazione è stato evocativo dei rapporti sociali e politici delle comunità di cui era contemporaneo, oggi, che l’ambiente che ci circonda è per lo più un environment tecnologico, quali relazioni sociali sono sottese dai linguaggi della scena?
Il progetto Kthack fonda la sua identità drammaturgica nel solco di questa interrogazione. Non una scrittura tradizionale con entrate ed uscite dei personaggi in uno spazio fatto di quinte, fondali, boccascena o quel che ne rimane nei palcoscenici moderni. Ma una compilazione altra, in un apparato scenico sensibile, digitale. In cui le azioni performative fisiche, vocali, musicali, una volta processate da un computer, non rappresentano, ma generano esiti sia virtuali che materiali.

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